agosto 10th, 2010 by admin

La legge n. 120/2010 ("Disposizioni in materia di sicurezza stradale"), recante modifiche al D.Lgs n. 285/1992 (Codice della Strada), introduce importanti novità, il MInistero del Lavoro ritiene opportuno fornire le prime istruzioni operative, l’entrata in vigore delle nuove disposizioni è prevista per il 13 agosto 2010.

Art. 174 – Durata della guida degli autoveicoli adibiti al trasporto di persone o di cose – occorre fare riferimento alle sole norme previste dal nuovo regolamento CE n. 561/2006, inserisce, al comma 3, una nuova disposizione relativa all’accertamento delle violazioni, che possono essere accertate attraverso le risultanze o le registrazioni dei dispositivi di controllo (i cronotachigrafi, sia analogici sia digitali) installati sui veicoli, oltre che attraverso i registri di servizio. Oltre agli obblighi normativi previsti dai commi 4 e 8, vengono introdotte, ai commi 5, 6, 7, ulteriori disposizioni relative alla previsione di un meccanismo graduale e progressivo di incremento delle sanzioni amministrative pecuniarie prescritte in caso di inosservanza dei limiti massimi dei tempi di guida e dei periodi minimi di riposo dei conducenti (giornaliero e settimanale).

Più precisamente, sono previste due soglie percentuali, del 10% e del 20%, rispetto alle quali si applica una sanzione amministrativa maggiorata in relazione alla gravità della violazione commessa.

Art. 178 – Documenti di viaggio per trasporti professionali con veicoli non muniti di cronotachigrafo non è più prevista l’esibizione di tale documentazione al personale ispettivo del Ministero del lavoro.

Art. 179 – Cronotachigrafo e limitatore di velocità – Nel  caso di incidente con danno a persone o a cose dei veicoli muniti di cronotachigrafo, che l’organo accertatore segnali il fatto all’autorità competente, alla DPL competente, al fine di disporre la verifica presso la sede del titolare della licenza o dell’autorizzazione al trasporto per l’esame dei dati sui tempi di guida e di riposo relativi all’anno in corso.

Art. 200 – Contestazione e verbalizzazione delle violazioni Il verbale, che può essere redatto anche con l’ausilio di sistemi informatici, deve contenere la sommaria descrizione del fatto accertato, gli elementi essenziali per l’identificazione del trasgressore e la targa del veicolo con cui è stata commessa la violazione. Nel regolamento sono determinati i contenuti del verbale.

Art 201 – Notificazione delle violazioni Tale articolo stabilisce un nuovo termine per la notifica dei verbali di contestazione delle violazioni, disponendo che essa deve avvenire "entro novanta giorni" dall’accertamento.

Art. 202-bis – Rateazione delle sanzioni pecuniarie In materia di rateazione delle sanzioni pecuniarie, i soggetti tenuti al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria per una o più violazioni accertate contestualmente con uno stesso verbale, di importo superiore a 200 euro, che versino in condizioni disagiate, possono richiedere la ripartizione del pagamento in rate mensili.  Inoltre, le modalità di attuazione di tale articolo sono disciplinate con decreto del Ministero dell’Interno, di concerto con i Ministri dell’Economia e delle Finanze, del Lavoro e delle politiche sociali e delle Infrastrutture e dei trasporti.

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aprile 23rd, 2010 by admin

Ministero Lavoro – Nota 21/04/2010 n. 7301

Il Ministero del lavoro, con nota 21 aprile 2010, in materia di imposizione fiscale e contributiva dei compensi per trasferta erogati in misura superiore a quelli stabiliti dalla contrattazione collettiva nazionale e di secondo livello, rettifica quanto precisato nella risposta a interpello 2 aprile 2010, n. 14, sostenendo che tali importi non debbano essere assoggettati ad imposizione fino a un massimo di euro 46,48 al giorno per trasferte in Italia e di euro 77,47 per l’estero così come previsto dall’art. 51 del Tuir.

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aprile 12th, 2010 by admin

Il ministero del lavoro interrogato in ordine alla possibilità di considerare quale orario di lavoro le ore di viaggio per trasferte e per conoscere l’eventuale trattamento economico delle stesse alla luce della vigente legislazione in materia risponde come segue:

1. l’orario di lavoro è da intendersi come “qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni”. Inoltre poiché l’art. 8 del D.Lgs. n. 66/2003 ha confermato l’esclusione dall’orario di lavoro del tempo impiegato per recarsi al lavoro, così come previsto all’art. 5 del R.D. n. 1955/1923 e dall’art. 4 del R.D. n. 1956/1923, stabilendo che tale periodo di tempo non è retribuibile e non può essere computato nell’orario di lavoro. Pertanto il tempo impiegato dal lavoratore per raggiungere la sede di lavoro durante la trasferta non costituisce esplicazione dell’attività lavorativa ed il disagio che deriva al lavoratore è assorbito dall’indennità di trasferta.

2. La sentenza 5701 / 2004 la cassazione ha stabilito che il tempo impiegato per raggiungere il posto di lavoro rientra nell’attività lavorativa vera e propria (con sommatoria al normale orario di lavoro), allorché sia funzionale rispetto alla prestazione. Tale requisito sussiste quando il dipendente, obbligato a presentarsi alla sede dell’impresa, sia inviato, di volta in volta, in varie località per svolgere la prestazione lavorativa.

Interpello n 15 del 02/04/2010

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aprile 12th, 2010 by admin
Con l’interpello emarginato il Ministero del lavoro  si è espresso in ordine alla richiesta di parere relativa alla possibilità per il datore di lavoro di erogare ai propri dipendenti un’indennità di trasferta superiore a quella stabilita in sede di contrattazione collettiva, nazionale o di secondo livello, ma comunque non imponibile ai fini contributivi e fiscali in quanto compresa nei limiti di cui all’art. 51, comma 5 del T.U. delle imposte sui redditi.
Attualmente  i limiti di esenzione da imposizione fiscale e contributiva delle indennità di trasferta sono pari ad € 46,48 per le trasferte in Italia ed € 77,47 per le  trasferte all’estero (art 51, comma 5 del TUIR).
Secondo il Ministero del Lavoro è possibile erogare una indennità di trasferta superiore rispetto ai limiti previsti dal CCNL, nel rispetto delle previsioni del citato art. 51 del TUIR, ed in particolare analizza le eventuali indennità di trasferta erogate ai dipendenti in virtù sia di contratti collettivi aziendali, sia di contratti individuali.
Il Ministero ritene che sia ammissibile la corresponsione di una indennità di trasferta superiore rispetto ai limiti stabiliti dal CCNL, ma nell’ambito di un accordo collettivo aziendale che deve essere depositato presso gli Enti preposti. L’esenzione da contributi  ed imposte è quindi subordinata  al deposito degli accordi stessi presso la DPL e gli istituti (ex art. 3 commi 1 e 2 D.L. 318/96 convertito in L. 402/96).
La risposta del Ministero del Lavoro, evidenzia anche  l’importanza della motivazione della corresponsione della maggiore indennità erogata al fine  della qualificazione delle imponibilità o meno della stessa

Interpello 14  del 02/04/2010

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novembre 18th, 2009 by BUSETTIS

TRASFERTA – Corte cassazione – Tributaria

Indennità di trasferta se ha natura mista viene applicata la ritenuta IRPEF

Negato il rimborso delle ritenute IRPEF sulle indennità di trasferta percepite da un ispettore del lavoro in occasione delle verifiche effettuate presso società cooperative. In tal caso la trasferta erogata ha natura mista – Le somme erogate sono destinate, in parte, a rimborsare il lavoratore delle spese sostenute e, in parte, a compensare il maggiore disagio derivante dalla trasferta in tal caso scatta la tassazione IRPEF.

Con ordinanza n. 23175 del 2 novembre scorso, la Corte di Cassazione ha confermato la propria posizione in merito al regime di tassazione delle somme corrisposte, in via forfetaria, agli ispettori del lavoro in occasione dell’espletamento di incarichi fuori sede: tali somme devono ritenersi in ogni caso riconducibili all’istituto della indennità di trasferta, riflettendone la natura mista di importi destinati, in parte, a rimborsare il lavoratore delle spese sostenute ed, in parte, a remunerarlo del maggiore disagio derivante dalla trasferta, con la conseguenza che dette somme vanno assoggettate al regime IRPEF dettato per tali indennità.

Corte di Cassazione, sez. trib., ordinanza 02/11/2009, n. 23175

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